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Congedo di paternità: novità 2014, come fare e a chi spetta

La riforma Fornero ha portato delle novità per quanto riguarda il congedo di paternità. Nuove norme sono entrate in vigore dalla fine dell’anno scorso, che saranno in vigore, in via sperimentale, fino al 2015. Si tratta di nuove misure a sostegno dei genitori, in questo caso riguardo al papà, che ha diritto ad un giorno di congedo obbligatorio e a due giorni di congedo facoltativo entro i primi cinque mesi dalla nascita del proprio figlio.

Il congedo di paternità spetta a quei padri che devono affrontare certi eventi che riguarda la mamma del bambini, che sia essa lavoratrice o non lavoratrice. In particolare, spetta in caso di morte o grave infermità della madre, abbandono del figlio da parte della madre, affidamento esclusivo del figlio al padre e rinuncia totale o parziale al congedo di maternità della madre lavoratrice nel caso di un’adozione o di un affidamento di minori.

Nei seguenti casi, ovviamente, bisogna attestare tutto con la domanda telematica; inoltre, il congedo di paternità decorre dalla data in cui si verifica uno di questi eventi. Nel caso la madre sia una non lavoratrice, il congedo di paternità ha una durata massima di tre mesi, mentre nel caso si verifica un parto prematuro e conseguente ricovero del figlio, il congedo di paternità può essere differito alla data d’ingresso nella struttura.

Questi benefici sono accessibili anche dai padri adottivi e affidatari, ma in questo caso entro e non oltre il quinto mese di vita del bambino, nonché per eventi quali parto, adozione o affidamento avvenuto a partire dall’1 gennaio 2013. La retribuzione per il congedo di paternità, che sia obbligatorio o facoltativo, è pari al 100%.

La domanda può essere presentata in due modalità: nel caso di pagamento da parte dell’INPS bisogna presentarla presso i loro uffici o tramite il patronato, utilizzando il modello apposito, nel caso di pagamento a conguaglio bisogna comunicare almeno 15 giorni prima al proprio datore di lavoro le giornate in cui si intende usufruire del congedo di paternità e, nel caso di parto, la data indicativa della nascita del bambino.

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