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Italia quarta al mondo per spesa nell’azzardo

Sono 17 milioni gli italiani che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nel corso del 2017. E’ quanto emerge da due studi, ESPAD e IPSAD, presentati nei mesi scorsi dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa. Stando all’indagine giocherebbero di più gli uomini che le donne. Mentre i passatempi maggiormente apprezzati risulterebbero i Gratta&Vinci (indicati dal 74% dei giocatori), il Lotto e il Super Enalotto (50,5%) e le scommesse in ambito sportivo (28%).

Emblematico, poi, un dato che emerge dai colloqui con i singoli player: per il 39,1% di loro si può anche diventare ricchi con l’azzardo. Possedere delle buone abilità di base è però la conditio sine qua non affinché ciò avvenga.

Capacità che evidentemente non hanno 8 intervistati su 10. Perché alla successiva e fatidica domanda, “nell’ultimo anno con il gioco sei andato in rosso, in pari o in attivo?”, il 40,1% ha ammesso di trovarsi in territorio negativo, il 48,0% di aver chiuso comunque in pareggio, mentre solo il restante 11,9% presenta un saldo con la lancetta che tende al verde.

Percentuali che, se rapportate alla cifra citata in apertura di notizia, si tradurrebbero in un’attività remunerativa solamente per 2 milioni di giocatori. Ma in quanti riuscirebbero a ricavarne uno stipendio mensile decente? A quest’ultima domanda non sembra esserci una risposta attendibile. Anche provando a navigare online con l’aiuto dei motori di ricerca.

Di sicuro, citando l’Economist, c’è che l’Italia nel 2016 è risultata essere la quarta nazione al mondo per spesa nell’azzardo.

Davanti a tutti si sono piazzati gli Stati Uniti d’America, forti anche della presenza sul loro territorio di Las Vegas, con 116,9 miliardi di dollari. Quindi, le cifre di seguito espresse sono tutte in miliardi di dollari, ecco la Cina (con l’inclusione di due paradisi del gambling come Macao e Hong Kong) con 62,4, poi il Giappone a quota 24,1, infine, lo Stivale con 19.

Alle nostre spalle gli altri principali paesi del Vecchio Continente come la Gran Bretagna (18), la Germania (11,2), la Francia (10,4) e, infine, la Spagna (8,9).

Proseguendo nella lettura del famoso settimanale inglese colpisce però la variazione dei gusti nei giocatori d’azzardo saltando di nazionalità in nazionalità.

Se in Canada, Singapore e Stati Uniti, difatti, vanno per la maggiore i casinò fisici, in Finlandia, Gran Bretagna, Irlanda e Norvegia spopolano i giochi online, mentre Australia, Italia e Nuova Zelanda sembrano essere accomunate dalla passione per le slot machine (AWP) e le videolottery (VLT). Indicazione quest’ultima confermata anche da un paio di numeri rimbalzati sui mass media nei mesi passati: dei 96,1 miliardi di euro raccolti fra tutti gli operatori offline e online, come NetBet, nel 2016, 49,4 provenivano proprio dalle due tipologie di macchinette sparse sul territorio nazionale.

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