Venerdì 12 ottobre 2012 ci sarà lo sciopero nazionale della scuola. Gli studenti di tutta Italia scenderanno in massa in piazza, ma a loro si aggiungeranno anche i docenti precari per quella che sarà l’agitazione indetta dai sindacati. In questi giorni, sono state molte le mobilitazioni da parte degli studenti, che torneranno a protestare questo venerdì in oltre 50 piazze del nostro Paese. In contemporanea ci sarà lo sciopero della scuola proclamato dal sindacato, che vedrà l’adesione dei docenti precari, che non ci stanno alle recenti manovre effettuate dal Governo con la spending review.
L’Unione degli Studenti ha dichiarato: “Saremo in piazza numerosi e determinati, una giornata di mobilitazione partita dagli studenti ma che sta coinvolgendo tutto il mondo della scuola per mettere ottenere risposte immediate ai problemi gravissimi che viviamo quotidianamente, oltre alla nostra radicale contrarietà alla legge 953 (Aprea), in Italia manca una legge nazionale sul diritto allo studio, un vuoto normativo che crea nel paese un sistema di accesso all’istruzione discriminante e non finanziato, prova ne è l’abbandono scolastico al 20% circa”.
Per quanto riguarda i docenti, essi saranno chiamati ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata di venerdì 12 ottobre contro i tagli ai finanziamenti, ma le motivazioni non sono soltanto queste. Le ultime novità apportate porteranno diversi danni alla scuola pubblica; con il passaggio ai ruoli ATA dei docenti non idonei per motivi di salute, provocheranno una serie di conseguenze: docenti inidonei messi a fare dei lavori a loro non adatti, segreterie private di personale competente, precari ATA senza rinnovo di contratto per la riduzione di posti di lavoro e scuola disorganizzata.
Si protesterà anche per il contratto bloccato, così come gli scatti di anzianità; inoltre, le retribuzioni sono ad oggi tra le più basse d’Europa, con ai docenti che viene chiesto di effettuare ore di straordinarie senza essere pagati. Poi, si scarica sul Fondo di Istituto la retribuzione delle ore eccedenti e delle sostituzioni di dirigenti scolastici, cosa che dovrebbe essere a carico del MIUR. Infine, mancano investimenti nella scuola, con mancanza di nuove tecnologie e laboratori, senza parlare della legge sulle pensioni che andrebbe sicuramente cambiata perché blocca il rinnovo del personale all’interno della scuola.